Cyber Weekend & Cyber Monday 2019

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Awin ha generato oltre €500 milioni di revenue per i suoi clienti durante il Cyber weekend.

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Nonostante molti brand siano ancora restii, non c'è dubbio che il Black Friday e più in generale tutto il weekend che culmina con il Cyber Weekend, abbia un grande appeal sui consumatori occidentali, riuscendo a catturare la loro attenzione e a portarli online, in un periodo in cui il retail offline gode di grande appeal, dato l'avvicinarsi delle feste. Al di fuori del cinese Singles' Day, il Black Friday non teme rivali.

Quest'anno però la giornata dedicata allo shopping online arrivava con un notevole ritardo: a fine mese e ben sei giorni dopo il 2018, portando quindi con sé una serie di incognite: i consumatori avrebbero aspettato? Gli advertiser avrebbero iniziato anche quest'anno a spingere promozioni e offerte sempre prima, seguendo il trend della cosiddetta 'retail creep'? Avrebbe sottratto a dicembre il primato di mese che da sempre registra le vendite maggiori? Dato che il giorno di paga cadeva proprio quel 'venerdì nero' i consumatori si sarebbero sentiti più liberi di spendere? E avrebbero acquistato per se stessi o si sarebbero concentrati sui regali di Natale? Il Cyber Monday sarebbe riuscito a strappare il primato al Black Friday come giorno re delle vendite?

Commission split Cyber Weekend

Nonostante il Cyber Monday sia caduto in Dicembre, ha registrato un trend di crescita anche quest'anno ma ha perso terreno a favore del Black Friday. Su tutto il nostro network abbiamo registrato una diminuzione in termini di commissioni generate, indice forse del fatto che i consumatori dopo 3 giorni di acquisti stavano iniziando a sentirsi un pò sopraffatti da tutte queste offerte online.

Come si vede nel grafico, il picco si è avuto in un ristretto lasso temporale e proprio a ridosso del Black Friday, mentre il Cyber Monday e la domenica precedente hanno registrato il più basso incremento di commissioni YoY:

Grafico 2

L'andamento delle due giornate, Black Friday e Cyber Monday, è stata tutto sommato piuttosto simile. La seconda parte della giornata e, nello specifico, le 21 sono state il momento di punta registrato sul nostro network. In Italia in realtà sono state le 22, complici forse abitudini diverse (in Spagna ad esempio il picco si è avuto alle 23!). Come sempre però i consumatori più impazienti si sono connessi già a mezzanotte in entrambi i giorni, ma indubbiamente il fenomeno è stato meno pronunciato rispetto agli anni precedenti, segno forse che anche i consumatori hanno capito che più che ancipare gli acquisti nel corso della specifica giornata, bisogna anticiparli di vari giorni della settimana:

grafico 3

I dati e gli insight più interessanti li otteniamo però scavando ancora un pò più a fondo, non lasciandoci incantare dai titoloni che hanno conquistato le prime pagine. Ciò che è stato più sorprendente in questo 2019 è il lieve calo nell'utilizzo dei tradizionali motori d'acquisto come coupon, codici sconto e cashback. Ovviamente grazie a questi vertical vengono ancora generate la maggioranza delle vendite online, essendo il modello di business più adatto a trarre vantaggio durante tutta la cyber week. Però c'è stato un notevole aumento delle commissioni tracciate attraverso i social media.

Questo è evidente andando a esaminare la percentuale di commissioni per quattro delle maggiori tipologie di publisher, sui vari dispositivi. Ecco l'allocazione delle commissioni via desktop e smartphone per quattro diverse tipologie di editori, cashback, codici sconto, siti editoriali e social:

grafico 4

I contenuti editoriali e i social pesano per più di un quarto e hanno contribuito quindi significativamente a generare vendite, un messaggio molto incoraggiante che avvalora una tesi diversa da quella che vuole il Black Friday come semplice ricerca dello sconto per sfogare la propria indole consumista.

In Italia abbiamo segnato un +35% YoY in vendite generate e, anche durante il Cyber Monday come già per il Black Friday, il settore Health & Beauty si è attestato in cima alla classifica.  Significativa anche la differenza tra gli AOV: 72€ nel 2018 contro ben 99€ nel 2019, segno di un maggior potere di spesa degli italiani? O forse di una maggior sicurezza nel compiere acquisti, anche piuttosto dispendiosi, online? Cos'altro si è acquistato infatti nel nostro paese al di fuori del macro gruppo del retail? Assicurazioni, biglietti aerei e biglietti per spettacoli e concerti.  

Per finire, come sappiamo l'affiliate marketing è un ottimo canale per espandere il proprio programma di affiliazione anche in altri mercati. Uno dei trend che ci ha dato più soddisfazione è stato vedere come programmi che gestiamo a livello globale hanno performato molto bene in più paesi, anche molto diversi tra loro. Uno dei nostri brand di punta nel settore beauty, che apparentemente in Italia è ancora poco conosciuto, ha riscosso un tale successo che, grazie ad Awin, ha registrato entrate per quasi 10 milioni di euro grazie ai 15 programmi di affiliazione attivi. Un brand sportivo invece grazie ai suoi 24 programmi attivi con Awin ha raggiunto i 40 milioni di euro nel solo mese di novembre. L'affiliazione sta crescendo in tutto il mondo, riconquistando una certa popolarità e portando ottimi introiti ai merchant che scelgono di utilizzarla all'interno della propria strategia di marketing digitale.