5 curiosità sull'Influencer Marketing

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Non tutte le aziende hanno a disposizione un budget elevato da destinare alle attività di marketing. Eppure non è importante il "quanto" ma il "come" viene usato.

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Creare strategie al fine di ottenere grandi risultati, senza spendere una fortuna, è lo scopo ultimo del marketing (di successo). L'Influencer Marketing usato con criterio, non solo può soddisfare tutti questi presupposti, ma è in grado di performare meglio di molti altri canali in termini di brand awareness.

L'ascesa dell'influencer marketing è intrinsicamente legata alla crescita dei social media, che negli ultimi anni ha spianato la strada alla creazione di strategie pubblicitarie adatte a tutti i tipi di imprese. Un esempio? Il recente esperimento di "Casa Philips" che ha visto la partecipazione di una delle coppie più amate di Instagram, Beatrice Valli e Marco Fantini. 

Gli influencer sono stati in grado di anticipare (o cavalcare) le mode e ottenere un forte seguito sui social media, diventando delle nuove celebrity, con cui, a differenze di quelle più "classiche" è però più facile entrare in contatto e quindi andare a coinvolgere anche a livello commerciale. Molte volte gli spot sui media tradizionali, come TV e radio, vengono percepiti come meno autentici. Gli influencer invece sono persone normali, che hanno costruito un'attività sfruttando la loro presenza sui social media, grazie a  contenuti interessanti e coinvolgenti. Le aziende hanno seguito l'esempio che proveniva dai social, andando a cambiare le proprie strategie di marketing in modo da promuovere i loro brand seguendo le tendenze del momento. 

Le statistiche e i dati sull'influencer marketing ci danno ragione. Vediamoli insieme.

1. Il 70% dei teenager si fida più dei social influencer che delle celebrità

I giovani da sempre di confidano e ascoltano i propri coetanei...e considerano gli influencer come parte della propria cerchia. Sebbene possano idolatrare da lontano le celebrità sportive e televisive, capiscono la differenza e si rendono conto che tutti questi personaggi famosi non fanno in realtà parte della loro vita. Possono aspirare ad essere come loro, ma li considerano più come irraggiungibili.

Gli influencer invece vengono percepiti diversamente. I giovani ammiratori possono seguirli ed entrare in contatto con loro sui social, proprio come se fossero amici, e questo si amplifica quando provengono da contesti simili o hanno all'incirca la stessa età. Gli influencer parlano di argomenti che stanno a cuore agli adolescenti e gli adolescenti vi si identificano, in un modo più personale e diretto rispetto alle celebrità.

I giovani sentono di conoscere gli influencer e per questo motivo si fidano di loro e delle loro opinioni. Quando un influencer dà loro un consiglio dunque, lo seguono. Il 70% degli iscritti a YouTube  si sente più in sintonia con gli influencer che con le celebrità e il 40% ha dichiarato che i loro creator di YouTube preferiti "li capiscono meglio dei loro amici". Capite quindi l'importanza di questo legame?

In parte questo è dovuto alla forte connessione che gli influencer creano con la loro fan base, diversa rispetto al relegarli al ruolo di semplici spettatori. I video realizzati dagli influencer vengono guardati di più e generano il doppio delle azioni (che si tratti di commenti, like, acquisto di prodotti, ecc.), rispetto ai video/spot di celebrità più "tradizionali". Il 60% dichiara di agire volentieri spinto dal consiglio di questi trend setter, anzichè su consiglio di celebrità televisive o cinematografiche. Si tratta di statistiche molto potenti che dimostrano la forza dell'influencer marketing, in particolare se si considera l'impatto sulle nuove generazioni di acquirenti online.

2. L'Influencer Marketing è più redditizio della pubblicità cartacea

I quotidiani e le riviste sono ora quasi tutti disponibili anche nella loro versione online e vengono letti più frequentemente che mai via tablet e smartphone. La conseguenza più ovvia di questa digitalizzazione continua è stato il lento declino della pubblicità cartacea. Gli addetti al settore hanno quindi iniziato naturalmente ad approcciarsi ad altri metodi promozionali, concentrandosi in particolare sulla pubblicità online e la monetizzazione dei contenuti (con grande gioia dell'affiliate marketing!). Tuttavia, Internet è un mercato affollato e, per essere visti in tutto il world wide web, i brand hanno dovuto restringere il target di riferimento, nella speranza di poter raggiungere e instaurare una connessione con i potenziali clienti più interessanti. 

Questo li ha portati ad approcciarsi agli influencer che già comunicavano con il target di loro interesse e nel 2016, per la prima volta, l'influencer marketing ha superato la pubblicità stampata. I consumatori hanno gradualmente cambiato i propri metodi di acquisto e ora preferiscono cercare prima consigli e recensioni, fidandosi della famiglia, degli amici e degli influencer, molto più di un semplice annuncio stampato. Agli acquirenti non bastano più le pubblicità che esaltano le virtù di un prodotto, ma vogliono sentire le opinioni di chi l'ha già provato, inclusi gli influencer. Una ricerca ha dimostrato che le recensioni dei prodotti vengono considerate fino a 12 volte più affidabili rispetto alle descrizioni create direttamente da un brand. E' chiaro quindi perchè l'influencer marketing stia avendo tutto questo successo.

3. Le aziende hanno un rendimento del 600% per ogni €1 speso in influencer marketing

Il ritorno sull'investimento dell'influencer marketing è stimato a €6 per ogni €1 speso e, in alcuni casi, ha toccato punte di €20 o più. Non solo il rendimento è elevato, ma oltre il 50% di chi lavora nel settore ritiene che i consumatori acquisiti grazie alle attività di influencer marketing, siano anche i migliori nel lungo periodo per il proprio business. I clienti spendono di più, il che si traduce in un carrello medio più altro e, a loro volta, in consumatori felici di raccontare l'esperienza avuta con un determinato prodotto o servizio. Il risultato? Una nuova ondata di clienti "di secondo livello" acquisiti indirettamente come risultato della campagna di marketing iniziale.

L'influencer marketing è percepito come il metodo più diffuso per ottenere nuovi clienti, infatti il 59% delle aziende ha deciso di aumentare il budget dedicato alle attività. E' arrivato a superare la search (organica e a pagamento) e l'email marketing e il 22% lo considera il canale di marketing più cost-effective per acquisire nuovi clienti. 

La piattaforma di maggior successo da utilizzare per veicolare contenuti di influencer marketing è ancora, a sorpresa, il blog. Ben il 37% degli addetti ai lavori ha dichiarato di utilizzarli a scopi promozionali. Ai consumatori piace leggere contenuti su un determinato argomento prima di spingersi all'acquisto. Con riferimento ai social media invece, il 25% dei digital marketer ha dichiarato che è Facebook quello che preferiscono, non YouTube, Instagram, Twitter o Pinterest.

4. Il settore dell'influencer marketing  varrà 7.5 miliardi  nel 2020

Nonostante l'influencer marketing non si possa definire esattamente una novità, è solo negli ultimi due anni che ha dato una nuova spinta alla sua crescita. Grazie alla popolarità dei social media, gli influencer di rilesso aumentato la propria reach, in un gioco di causa-effetto, e la loro voce si fa sentire sempre di più. Brand affermati e nuovi arrivati stanno voglio sfruttare questa potenza comunicativa attraverso varie piattaforme e dispositivi; confrontando i volumi dei termini di ricerca per l'influencer marketing  oggi e tre anni fa, si potrà vedere una crescita di tre volte.

Con un tasso di crescita così forte, non c'è da stupirsi se le ultime stime affermano che il settore avrà un valore di 7.5 miliardi nel 2020. L'ad-blocking sta diventando un problema crescente per gli annunci e la pubblicità tradizionale, e una grande percentuale della popolazione passa ormai più tempo a fare scroll sui social dai propri smarphone e laptop, anzichè guardare la TV o leggere riviste. Le aziende sono continuamente alla ricerca di nuovi canali pubblicitari da esplorare e presidiare.

5. L'86% delle donne usa i social media prima di procedere all'acquisto

Secondo questa ricerca, alle donne piace raccogliere informazioni sui loro oggetti del desiderio, parlando prima con gli altri della propria esperienza diretta. Molti si rivolgono ad amici e familiari ma un corposo 86% usa i social media per aiutarsi nel prendere decisioni. Data la facilità di accesso, molte donne sono oggi ancora più attive e un bell'83% afferma che lo smartphone le aiuta a fare di più.

Tuttavia, le donne intervistate hanno dichiarato di avere anche fiducia anche nella propria capacità decisionale e la maggioranza ha dichiarato di sentirsi perfettamente in grado di decidere da sola quali delle informazioni che leggono sono da considerarsi valide o meno. Anche se utilizzano diffusamente i social network quindi, l'audience femminile ha bisogno di avere piena fiducia nella persona con cui si confronta. Non si fanno influenzare dall'opinione di persone sconosciute, ma ascoltano gli influencer con cui hanno costruito una relazione ormai da tempo.

Pur non essendo ad esclusivo appannaggio del pubblico femminile, l'industria della moda e della bellezza è una nicchia che affonda da sempre le sue radici nell'influencer marketing, ben il 57% delle aziende che lo utilizza come parte della loro strategia di marketing. 

Un'ultima parola

Internet ha costretto i brand ad espandere i propri orizzonti e cercare anno dopo anno  nuovi modi per promuovere prodotti o servizi, con conseguenti cambiamenti nelle modalità di creazione e gestione delle campagne pubblicitarie. I consumatori sono diventati più consapevoli nella parte iniziale del funnel d'acquisto e hanno molta più scelta. Di conseguenza, le aziende hanno dovuto iniziare a lavorare per costruire relazioni con i propri consumatori -  esistenti e potenziali - attraverso il content marketing, l'email marketing e, ultimamente, sviluppando una strategia di influencer marketing.

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